Si trovava come immobilizzato da mille idee ed emozioni non definite. La rabbia, la delusione si erano avviluppate alla sua anima rendendo inerte la sua mente. E in questo nulla comincio a scrivere e i pensieri cominciarono ad uscire uno ad uno come da una matassa acquisendo vitalità sempre più potente e lucida. Fu allora che si accorse che la vittoria più  grande non è  vincere ma avere un’idea per cui morire. E cosi comprese che non era ancora giunto il momento di fermarsi.