Non c’è un titolo…è la storia di chi un giorno si sente padrone del destino e poi un soffio lo trasforma in mille granelli, dispersi nel vento. E solo con la potenza della sua volontà riuscirà a ritrovare la sua identità e ritornare forte. È la storia di chi finge di essere sicuro. E deve cercare dentro di sé l’energia per dare al suo volto un aspetto immutato. È la storia di chi scrive, con colori della sua anima, le sue paure. Ma sa che solo il suo cuore può comprendere il significato di quei caratteri. Solo il suo cuore conosce la complessità delle sue esperienze, delle sue emozioni, delle sue nostalgie e della sua fragilità. E solo lui può dare le risposte ai suoi dubbi e la comprensione nei momenti di abbattimento. È storia di chi ha capito che la solitudine, alcune volte, è il presupposto per non essere solo.

Sentiva dentro di se che doveva andare avanti. Che contro l’evidenza e i consigli non era il momento di cambiare strada. Eppure oggi la tristezza la delusione pervadevano il suo cuore strada. Sapeva che l’abbandono del percorso l’avrebbe alleggerita ma al contempo avrebbe lasciato nel suo cuore il rimpianto dell’abbandono della battaglia. Rimanere avrebbe invece significato dare il suo cuore in pasto alla tristezza, abbandono, delusione, fallimento.